venerdì 30 dicembre 2011

L’importanza di chiamarsi Arturo

Un volto, un racconto

Arturo Reghini nacque a Firenze, il 12 novembre del 1878 e del “toscanaccio” aveva tutti i vizi e le virtù: un’intelligenza vivida e vivace, una certa ipertrofia dell’ego e l’inquietudine di chi cerca risposte univoche all’indecifrabilità del molteplice. La matematica fu il suo mestiere, ma più di tutto lo attirò la tentazione dell’occultismo. Partecipò, è vero, alla fondazione della sezione italiana della Società Teosofica, ma non tardò a staccarsene, in polemica con l’intollerabile sciocchezzaio misticheggiante propalato dai suoi banditori. 

Nel 1902, in quel di Palermo, bussò alle porte di una loggia massonica di rito egizio, alla ricerca della prisca sapienza italica nascosta dietro il velo di Iside. A Firenze, più tardi, assunse la direzione della Biblioteca Filosofica, una specie di cenacolo orfico-pitagorico, che attirò nella sua orbita intellettuali irregolari come Amendola e Assagioli, Papini e Prezzolini. Cercò per tutta la vita di risolvere la quadratura del cerchio, seduto a un tavolino del caffè “Giubbe Rosse”, donde si levavano i vagiti del primo futurismo, cosa che gli valse il soprannome di “metafisico Arturo”. 

In quella temperie avanguardista senza precedenti, si fece notare per la verve polemica e biliosa di certi suoi interventi sulle pagine di Lacerba o de La Voce, nonché per le sue accese prese di posizione politica, sconfinanti nella rivalutazione dell’imperialismo romano e del paganesimo. Durante il ventennio, pur coltivando l’idea di una Roma immortale, si costrinse, dopo il Concordato, a una sorta di meta-fascismo impregnato di aristocratico disprezzo delle masse. Nell’ultimo scorcio della seconda guerra mondiale, mentre le formazioni aeree alleate sorvolavano il giardino della sua villa di Budrio, in provincia di Bologna, sganciando bombe, rimaneva ore e ore impassibile al suo tavolo di lavoro. Lì si spense, nel 1946, senza lasciare eredi. Una lapide, nel locale cimitero, lo ricorda così: 


Angelo Iacovella

giovedì 29 dicembre 2011

Maggio 2012: stangata per milioni di lavoratori con l’Addizionale Regionale Retroattiva


Il nostro ufficio contabile ha verificato che, a seguito della decisione del Governo Monti di aumentare (DL 6.12.2011 n. 201), l’Addizionale Regionale dallo 0,9 all'1,23% (a cui si devono aggiungere gli eventuali incrementi deliberati dalla singole Regioni nel 2011 di un ulteriore 0,5% e del + 0,3% applicato nel caso di disavanzo di gestione del Servizio sanitario regionale e di mancato raggiungimento annuale degli obiettivi del Piano di rientro dal disavanzo), imposta che colpirà milioni di contribuenti, le Regioni per effetto del conguaglio che sarà effettuato nel Maggio 2012 (dal momento che questa addizionale avrà effetto retroattivo a partire dal Gennaio 2011), “toglieranno” dalla busta paga dei lavoratori una somma che varia da 60 ai 200 euro a seconda del reddito (oppure trattenuta ratealmente nel 2012). E' quanto segnala il Segretario Nazionale dell’Associazione per la tutela del cittadino Assotutela.net Pietro Bardoscia.

"Non vogliamo ritornare sul fatto che nel 2012 e nel 2013, secondo i nostri dati, prevediamo una depressione economica senza precedenti per il nostro paese la cui pressione fiscale salirà dal 43 al 45%, ma, se quanto da noi previsto corrispondesse a verità, a seguito di questa retroattività nel Maggio 2012 milioni di lavoratori si troveranno in enormi difficoltà a causa di una busta paga notevolmente alleggerita. La cosa che maggiormente sconcerta i cittadini è assistere a due pesi e a due misure, come nel caso dei provvedimenti effettuati sui privilegi della "Casta" i quali avranno effetto solo a partire dalla prossima legislatura; anzi, in alcuni casi sono andati anche oltre, come avvenuto con i nuovi vitalizi previsti a favore degli Assessori Esterni della Regione Lazio, molti dei quali pescati tra gli esclusi della ultima competizione elettorale a causa della mancata presentazione della lista Pdl.

mercoledì 28 dicembre 2011

Hodja e il pollo arrosto




«Ho appena visto un uomo con in mano un pollo arrosto», disse un vicino al mullà Nasreddìn.
«Non vedo perché la cosa mi debba interessare», rispose Nasreddìn.
«Guarda che quell’uomo era diretto a casa tua», osservò il vicino.
E Nasreddìn, di rimbalzo: «Non vedo perché la cosa ti debba interessare».

Il Mullà e il falso problema

Degli studenti di una scuola coranica sottoposero a Nasreddìn Hodja il seguente quesito: «Quando si partecipa a un corteo funebre, dove è consigliabile collocarsi rispetto alla cassa? Davanti, dietro, a destra o a sinistra?».
«Dove si preferisce», rispose Nasreddìn, «purché non dentro».



Angelo Iacovella

Nasreddìn: "Il prezzo è giusto"


Volendosi prendere gioco di lui, il Tamerlano chiese a Nasreddìn: «Hodja, se io fossi uno schiavo, quanto saresti disposto a spendere per acquistarmi?».
«Non più di cinquanta piastre d’argento», rispose Nasreddìn.
«Stolto che non sei altro!», sbottò il Tamerlano. «Una somma del genere corrisponde a malapena al valore degli abiti che ho indosso!».
«Appunto», disse Nasreddìn.



Angelo Iacovella

Nasreddìn e i cammelli volanti



Giornata dedicata al Mullà Nasreddìn: in sequenza quattro divertenti apologhi.
Ecco il primo.

Un venerdì, durante un sermone, il mullà Nasreddìn si rivolse alla folla dei fedeli convenuti in moschea con queste parole: «Ringraziamo Allah per non aver dato le ali ai cammelli, altrimenti non ci sarebbe un tetto integro in tutto l’Oriente».

martedì 27 dicembre 2011

Su iTunes è ancora Natale


Fino al 6 gennaio 2012 si potrà scaricare gratis da iTunes una selezione di brani, videoclip, app e libri. E' l'iniziativa "12 giorni di regali" del famoso programma della Apple che con consente di accedere al servizio per 24 ore. Il primo regalo è stato, ieri, l'EP dei Coldplay in esclusiva (che include tre canzoni, tre videoclip e iTunes LP. Il download è possibile anche dal computer). Basta scaricare la app sul proprio iPhone, Ipad o computer e il gioco è fatto!

lunedì 26 dicembre 2011

Il Tar: Tribunali aperti 5 ore



Il Tar di Roma ha accolto il 20 dicembre scorso il ricorso della "lista Vaglio" contro la limitazione degli orari di apertura di cancellerie e tribunale. "Non ci sono parole per descrivere la gioia per questa notizia - ha commentato l'avvocato Mauro Vaglio, promotore dell'iniziativa". Per il collega Galletti si tratta di una "importante vittoria per la professione forense. Anche il Tar è soggetto alla legge statuale". 


Il ricorso era stato presentato contro il provvedimento del Presidente del Tribunale di Roma che prevedeva la riduzione dell orario di apertura delle cancellerie e degli uffici del Tribunale di Roma prima per 3 ore e, dopo la presentazione del ricorso, per 3 ore e mezzo, laddove la legge impone l'apertura per 5 ore nei giorni feriali. Il ricorso è stato presentato dalla Lista Vaglio, rappresentati e difesi da Antonino Galletti, presidente di Azione Legale e delegato romano OUA. Il Tar, con ordinanza numero 4912 del 20 dicembre 2011, ha concesso non solo la sospensiva dei provvedimenti del Presidente del Tribunale, ma ha anche esteso la durata di apertura degli uffici giudiziari portandola a 5 ore giornaliere nel rispetto della legge (ex art. 162 L. 1196/1960). 


“Era assurdo che il Tribunale più grande d'Europa fosse anche il meno accessibile - ha chiosato Vaglio -. Il Tar ha affermato il sacrosanto principio che tutti, compreso il presidente del Tribunale di Roma e il dirigente di cancelleria, sono soggetti alla legge e nessun provvedimento amministrativo può fare deroga al principio, pena la sua illegittimità. Dopo la vittoria al Tar contro le specializzazioni forensi, un’altra grande prova di sensibilità del Tar capitolino rispetto alle esigenze della famiglia forense”.

domenica 25 dicembre 2011

Il Casalese



Il 22 dicembre la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha deciso sulla richiesta di arresto nei confronti del parlamentare del PdL Nicola Cosentino, accusato di essere il referente politico del clan dei Casalesi: tutto sospeso fino al prossimo 10 gennaio. Ma chi è Nicola Cosentino? A spiegarlo è "Il Casalese, Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro", pubblicato da CentoAutori. Grazie alla piattaforma di distribuzione STEALTH, il libro sarà disponibile in formato elettronico su tutte le librerie online.

‘Il Casalese’, scritto da nove giornalisti della carta stampata napoletana che da anni seguono le vicende politiche e giudiziarie della Regione Campania (Massimiliano Amato, Arnaldo Capezzuto, Corrado Castiglione, Giuseppe Crimaldi, Antonio Di Costanzo, Luisa Maradei, Peppe Papa, Ciro Pellegrino, Vincenzo Senatore), racconta la parabola del deputato-imputato Nicola Cosentino, potente coordinatore del Pdl della Campania ed ex sottosegretario all’Economia con delega al CIPE, su cui grava la pesante ombra del clan dei Casalesi.



Tutti gli ebook CentoAutori sono protetti con Social DRM, cioè a differenza dei grandi gruppi editoriali, sono in vendita ebook senza criptazione DRM, ma con il cosiddetto “social DRM”, in questo modo il file resta leggibile su qualunque dispositivo e liberamente convertibile in altri formati. Questa scelta e quella di praticare prezzi bassi sono per CentoAutori la migliore strategia per combattere la pirateria.

sabato 24 dicembre 2011

Il matrimonio secondo Nasreddìn


In puro spirito natalizio, il nostro Mullà Nasreddin colpisce ancora, e se la prendo con le spose... In sequenza: "Anniversario di matrimonio", "Viaggio di nozze", "Bugie" e "Sul letto di morte"

La moglie del mullà: «Nasreddìn caro, domani è il nostro ventesimo anniversario di matrimonio. Non pensi che dovremmo uccidere un agnello e dare una festa?». Nasreddìn: «Perché mai un povero agnello dovrebbe pagare domani per un errore che abbiamo commesso vent’anni fa?».

Nasreddìn Hodja si sposa e parte in viaggio di nozze con la moglie. Al ritorno dalla luna di miele, la donna convoca tutte le amiche e si lamenta con loro delle abitudini alcoliche del marito. «Se sapevi che beveva», obiettano le amiche, «perché hai accettato di sposarlo?». «Non mi ero accorta che bevesse, finché una notte non è tornato a casa completamente sobrio!».

Una ragazza andò da Nasreddìn per chiedergli un parere: «Secondo voi, venerabile Hodja, dovrei sposare un uomo che mi racconta un sacco di bugie?». Rispose Nasreddìn: «Sì, a meno che tu non abbia deciso di rimanere zitella per tutta la vita».

La moglie di Nasreddìn Hodja è ricoverata in ospedale, in fin di vita. Si rivolge al marito e gli dice: «Caro, prima di lasciare questa valle di lacrime, voglio che tu sappia che non ho nulla in contrario a che, dopo la mia morte, tu convoli a giuste nozze con un’altra. Sarebbe ingiusto, d’altronde, condannarti alla solitudine. Però, devi promettermi solennemente una cosa».  «Che cosa?», gli chiede Nasreddìn. «Giurami che non permetterai alla tua prossima moglie di indossare i miei vestiti». «Non c’è problema! Fatimah è molto più magra di te».


venerdì 23 dicembre 2011

101 modi per liberare il genio che è in te



Tutti noi, in fondo al cuore, siamo geni e artisti destinati – chi più, chi meno – a una vita creativa? Verrebbe da rispondere di no. Grigi impiegati, mesti burocrati, pigri statali: ognuno di noi può trasformarsi improvvisamente in un Leonardo, in un Beethoven, in un Picasso? Forse sì, bisogna però capire quale tipo di “talento” possiamo sviluppare. Ci aiuta in questo il nuovo libro di Carlotta Rizzo, pubblicato da Newton Compton Editore: "101 modi per liberare il genio che è in te".  Già, perché il genio non è solo chi firma un capolavoro, ma anche chi, giorno dopo giorno, sa ridare colore e speranza alla propria quotidianità. La psicologa spiega, attraverso 101 esempi concreti e consigli pratici, come sviluppare il nostro lato creativo, ma soprattutto come trovare l’equilibrio con noi stessi per relazionarsi con gli altri in modo produttivo e proficuo. Solo allora potrà venire fuori, in tutto il suo splendore, lo straordinario genio che ognuno di noi tiene nascosto dentro di sé.

Carlotta Rizzo, nata a Napoli nel 1968, vive a Roma. Laureata in Psicologia clinica, è specializzata in Psicoterapia, Psicodiagnostica, Coaching e Psicologia del lavoro e delle organizzazioni. Dal 1995 collabora con l’Università “La Sapienza”.

giovedì 22 dicembre 2011

A che servono questi quattrini?



Andata in scena per la prima volta nel 1940 al Teatro Quirino di Roma, "A che servono questi quattrini?" è stata una delle più divertenti commedie che resero celebri i grandi fratelli De Filippo, Eduardo e Peppino. Interpretata questa volta da Luigi De Filippo e la sua Compagnia di Teatro, e in scena dal 26 dicembre al 15 gennaio al Teatro Ambra Jovinelli di Roma (piazza Guglielmo Pepe 43 – 47), racconta le vicende del marchese Eduardo Parascandoli che, diventato serenamente povero - da ricco che era - è un seguace accanito della filosofia stoica ed insegna il disprezzo per i beni materiali a Vincenzino Esposito, il suo più fedele seguace. 

Eduardo Parascandoli fa credere a tutti, compreso l’ingenuo Vincenzino, che quest’ultimo ha ereditato una cospicua somma di danaro. Il suo scopo però, è dimostrare che i quattrini non servono a nulla, e che basta la fama della ricchezza per procurarsi crediti da tutti. Attraverso comiche situazioni ci riesce ed anzi dimostra che per guadagnare del danaro non occorre né lavorare, né disporre di capitali, ma è sufficiente essere furbi. Con la sua comicità ironica ed amara Luigi De Filippo, considerato fra i più autorevoli rappresentanti del teatro di grande tradizione napoletana, è l’interprete ideale per questa commedia.
Spettacolo "speciale" per Santo Stefano: alle 18, replica pomeridiana.
A Capodanno, spettacolo ore 20.30 con brindisi con la compagnia.

Per  la Befana: replica pomeridiana (alle 18) e alle 21 la "scostumatissima" tombola napoletana con Gino Curcione.

mercoledì 21 dicembre 2011

Voronoff e le strane scimmie di Ventimiglia

Sergei Abrahamovitch Voronoff, scienziato russo

Colpa della solita, famigerata “bancarella delle occasioni”. Capita, sapete, a chi rovista nei mercatini della domenica di trovarsi sotto il naso, all’improvviso, dei libri di autori “maledetti”, dai quali ci si è sempre tenuti — giustamente e cautamente — alla larga. Libri dalle cui pagine, il più delle volte sudice e ingiallite, si sprigiona come un sottile odore di zolfo… In questi casi, datemi retta, prima che sia troppo tardi, bisognerebbe, come si dice a Napoli, fuirsela a gambe levate… Le cose, purtroppo, non andarono così. Alla vista della prima edizione del volume "Le fonti della vita" (1933), opera introvabile del dottor Sergei Voronoff, misi mano al portafoglio e me tornai a casa con il libro maledetto sotto braccio.

A questo punto, qualcuno di voi sarà sicuramente indotto a chiedermi chi fosse Voronoff. Eccovi accontentati: Sergei Abrahamovitch Voronoff, scienziato endocrinologo di origine russa, accademico di Francia, nato nel 1866, pioniere assoluto nel campo degli studi sul testosterone. Ne sanno qualcosa, purtroppo per loro, gli abitanti di Ventimiglia, dove il nostro si trasferì, armi e bagagli, all’indomani della seconda guerra mondiale, trasformando una bellissima villa locale, circondata da un fitto bosco di alti pioppi, in un laboratorio specializzato nella cura delle disfunzioni sessuali. Voci di popolo, probabilmente alimentate dalla superstizione e dall’ignoranza, riferiscono della presenza, in questo luogo, ormai abbandonato, di strani esseri scimmieschi, dalla voce gutturale, che andrebbero messi in relazione con gli esperimenti del “diabolico” Dottor Voronoff, il cui nome, in quegli anni, balzò gli onori della cronaca, ma fu anche oggetto di furibonde polemiche.

A seguito delle sue rivoluzionarie ricerche sul sistema linfatico degli scimpanzé, Voronoff si era, infatti, venuto convincendo della possibilità di allungare a dismisura la durata della vita umana, mediante l’impianto di testicoli di provenienza animale. Nonostante le vibrate proteste dei suoi colleghi universitari e in barba agli scrupoli dei moralisti, egli riuscì ben presto a farsi concedere dalle autorità francesi il permesso di trapiantare testicoli di macaco e di altre scimmie cinocefale su delle cavie umane. Criminali incalliti, malati terminali, ergastolani, inconsapevoli clochards, pare che siano caduti così sotto i ferri di Voronoff, la cui popolarità – anche in Italia - crebbe a dismisura allorché i pazienti che si erano sottoposti al suo “trattamento”, presero a vantarsi, ai quattro venti, degli straordinari benefici ottenuti, in termini di accresciuta potenza sessuale, in virtù del trapianto di ghiandole scimmiesche. Fu solo più tardi che, con gran dispetto dell’ormai celebre luminare, cominciarono a manifestarsi, negli stessi pazienti, dei fastidiosi e non meglio precisati effetti collaterali…

Coperto dal ridicolo, Sergei Voronoff si chiuse tra le mura del suo laboratorio di Ventimiglia, luogo in cui si sospetta che egli abbia continuato imperterrito, fino al 1951, anno della morte, a praticare i suoi dissennati trapianti. Ora, sarebbe da sciocchi, da creduloni, prestare orecchio alle chiacchiere da osteria che fanno di Voronoff il responsabile della inusitata proliferazione di uomini-scimmia in provincia d’Imperia. Come che sia, vi assicuro che, dopo aver compulsato il suo saggio su Le fonti della vita, ci si sente un po’ - come dire? – “strani”, “diversi”. 
Che sia solo suggestione?

Angelo Iacovella

martedì 20 dicembre 2011

Premio Enrico Maria Salerno


Diciassettesima edizione del "Premio Enrico Maria Salerno" per la drammaturgia al Teatro del Carcere di Rebibbia (via Raffaele Majetti 70), mercoledì 21 dicembre, alle 15.30. Premiato lo spettacolo “Mitigare il buio", il racconto di Francesca Sangalli - ambientato a Milano - della tossicodipendenza di una ragazzina e delle sue due amiche a cavallo del 2010. Sono ricordi sfumati di adolescenti. Tre anni di una esperienza terribile. Il Premio finora ha reso omaggio alla fama di autori come Mario Luzi, Goliarda Sapienza, Altan, Ugo Chiti, ed ha accompagnato il successo della generazione di Edoardo Erba, Gianni Clementi, Vittorio Franceschi, Giampiero Rappa, Hristo Boytchev, Maurizio Donadoni e tanti altri nuovi autori di talento. Da quasi dieci anni il Centro Studi Enrico Maria Salerno ha sviluppato progetti culturali nel Carcere di Rebibbia  di Roma, realizzando spettacoli di grande successo con le Compagnie di detenuti-attori e dando vita a un vero e proprio Cartellone che ha ospitato oltre ventimila spettatori.

Marti, Alice e Benedetta sono compagne di scuola, vivono in simbiosi e parlano in continuazione: di cinema, di cibo, di uomini, mai dei loro dolori. Il loro buio interiore non trova uno spiraglio di luce. Rimane l’eroina: diluita, leggera, da fumare, tirare e, infine, iniettarsi in vena. Lenimento all’angoscia, surrogato di affetti familiari mancanti. Il testo teatrale diventa flusso di coscienza fra il presente, il passato, il sogno, la realtà.

Il Teatro di Rebibbia è dunque la sede più adatta a ospitare il Premio Salerno che dalla fondazione, persegue lo scopo di valorizzare il teatro civile, quel “teatro di idee” e di analisi sociale che ha costituito l’ossatura della tradizione nazionale e deve progettarne il futuro. Ingresso gratuito con accreditamento obbligatorio on-line su http://www.enricomariasalerno.it/ entro il 15 dicembre. Necessario verificare la conferma della partecipazione da parte della Segreteria del Centro Studi Enrico Maria Salerno (info 06.90169196).

lunedì 19 dicembre 2011

Cuore di neve, la sfida di Mattia


È il giorno di Natale, fuori finalmente nevica. Mattia, un ragazzino di dodici anni, riceve in dono dai suoi genitori il regalo da sempre sognato: una slitta. Ha tanta voglia di uscire di casa, salire sulla sua slitta e scivolare sulla neve. Ma deve fare i conti col suo cuoricino, che da un po’ fa brutti scherzi e da mesi lo costringe a letto, in rigoroso riposo. Tutta la sua vita è cambiata, ma lui la vive con una forza sorprendente. Il tempo trascorre in un’apparente normalità tra giochi, scherzi, coccole, risate e compiti da fare. Ma la malattia avanza e fa paura. Una notte a Mattia appare in sogno Zenorol, un angioletto bambino. Tra i due nasce un rapporto speciale, di parole e silenzi compresi, di intensi dialoghi a “cuore aperto”. Con un finale a sorpresa.


“Cuoredineve, la sfida di Mattia” è una storia che tocca il cuore di grandi e piccini e che torna in scena a grande richiesta al teatro Ghione di Roma (via delle Fornaci 37), da martedì 20 a giovedì 22 dicembre, alle ore 21. Un cast quasi interamente formato da bambini-attori (in tutto 15 dagli 8 ai 14 anni) quello della compagnia "Piccoli per caso"; c’è Giacomino, il fratellino di Mattia, la sorellina Lavinia, l’amico del cuore Filippo, e poi c'è Camilla, la bambina della quale il nostro protagonista si è perdutamente innamorato. Un’opera scritta e diretta da Veruska Rossi e Guido Governale, fondatori della compagnia, uno spettacolo dedicato al mondo dei bambini, al loro linguaggio, ai loro silenzi, alla loro semplicità.


Testimonial sono Paolo Bonolis e Bianca Guaccero (nella foto qui sopra). Già l’anno scorso lo spettacolo ha fatto il pieno di consensi al Teatro Belli di Roma e al teatro Rendano di Cosenza, con oltre 3.000 presenze, promosso a pieni voti anche dalla critica come prima e unica compagnia in Italia formata da bambini professionisti. Accanto agli attori-bambini, Andrea Amato (Mattia), Giacomo Nasta (Giacomino), Lavinia Loiaconi (Lavinia), Matteo Sette (Filippo), Lucilla Colloridi (Camilla), Lorenzo Vigevano (Zenorol), Giacomo Bertoni, Giovanni Crisanti, Manfredi Di Placido, Riccardo La Torre, Jacopo Losani, Alberto Montegrandi, Giovanni Nasta, Alessio Selli, Tommaso Sensi, sono in scena nel ruolo dei genitori Marta Nuti e Giuseppe Russo.


Mameli. Canto di un giovane italiano



In scena alle 21 al Teatro Ambra Jovinelli di Roma (piazza Guglielmo Pepe 47) l'opera teatrale "Mameli. Canto di un giovane italiano", scritto e diretto da Lorenzo Cognatti, uno spettacolo che celebra l'autore dell'inno "Fratelli d'Italia". L'appuntamento è promosso dal Comune di Roma nell'ambito dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unita' d'Italia e ripercorre le le vicende storiche e poetiche di Goffredo Mameli, autore dell'Inno Nazionale, che fu tra i caduti del Gianicolo nella difesa della Repubblica Romana. Sei artisti in scena - attori, cantanti e ballerini - per raccontare le origini dell'Inno attraverso la ricostruzione di alcune vicende del nostro Risorgimento, con particolare attenzione ai moti del 1848-49.
Fil rouge della trama è Goffredo Mameli (nato a Genova nel 1827 e morto a Roma nel 1849), le cui gesta personali si fondono con gli importanti avvenimenti storici di quegli anni e a cui si deve (all'eta' di soli 20 anni) la stesura di quel "Canto degli Italiani" che, musicato nel 1847 dall'amico maestro Michele Novaro, sarebbe diventato il simbolo del nuovo Stato Italiano. L'ingresso libero fino ad esaurimento posti.

domenica 18 dicembre 2011

L’uomo che non capiva troppo


Nuovo spettacolo in scena fino all'8 gennaio al Teatro Olimpico di Roma (Piazza Gentile da Fabriano 17) per Lillo & Greg: "L’uomo che non capiva troppo" è la commedia scritta da Claudio Gregori, un’esilarante spy story a metà tra Matrix e 007, la cui storia si dipana tra pericolose peripezie, inseguimenti, sparatorie ed interrogatori surreali. Oscar e Felix sono amici da sempre, due tipi diversi eppure legati. Felix (Lillo) è un uomo tranquillo, con una vita lineare. Ma la sua serenità viene turbata quando scopre che tutta questa tranquillità è solo la facciata di un mondo che non gli appartiene, fatto di spionaggio e società segrete. Oscar (Greg), il suo migliore amico e mentore, e Edna, sua moglie, si palesano per quello che in realtà sono: due agenti segreti. Ciò in cui ha sempre creduto non è più come sembra. 


La trama si fa misteriosa e Felix si ritrova in una dimensione di cui non comprende più i codici e, di conseguenza, il linguaggio. Mentre l’umanità è minacciata ed egli stesso è seriamente in pericolo, si scopre essere paradossalmente l’unico a poter salvare il mondo … se solo capisse le incomprensibili istruzioni dei suoi compagni di avventura! Ma il povero sprovveduto rimane attonito e stupito nei momenti salienti della storia, perché è lui ‘L’uomo che non capiva troppo’. Riuscirà Felix a decodificare ciò che gli viene suggerito da Oscar per uscire dalle situazioni più strampalate e pericolose? 

La pièce è un susseguirsi di gag esilaranti che coinvolgono il cast (oltre ai protagonisti, anche Francesca Ceci, Danilo De Santis, Vania Della Bidia e Marco Fiorini, per la regia di Mauro Mandolini), inserito in una scenografia che ricorda il mondo dei fumetti, altra grande passione del duo comico. "L’uomo che non capiva troppo" prende spunto dall’acclamata serie inserita nella trasmissione radiofonica 610 (SeiUnoZero, in onda su Radio2). La commedia sarà in scena fino all’8 gennaio 2012 ed è previsto uno speciale spettacolo di Capodanno con cenone e brindisi .


I PROTAGONISTI
Pasquale Petrolo e Claudio Gregori (in arte Lillo & Greg) si conoscono lavorando insieme alla casa editrice ACME di Roma, per la quale erano entrambi impiegati come autori di fumetti comici. Quando nel 1991 la casa editrice fallisce i due, insieme all'intera redazione, si trovano senza lavoro. Decidono allora di proseguire la loro opera creativa in una dimensione tutta nuova, quella musicale, dando vita al gruppo musicale demenziale "Latte & i Suoi Derivati".  Vincono il premio "Ugola d'Oro 1992" (critica e pubblico); l'anno successivo partecipano al Festival di Sanscemo con la divertente Gino-ska. Il gruppo continua ad esibirsi in vari locali di Roma e dintorni, riscuotendo un successo ed una notorietà sempre crescenti, e guadagnandosi poco a poco un pubblico fedele. Sono nel gruppo 'fondatore' de “Le Iene”, hanno lavorato per “L'ottavo nano”, programma satirico di Serena Dandini e Corrado Guzzanti. 

Per la radio sono gli autori, insieme al regista Fabrizio Trionfera, e protagonisti della trasmissione radiofonica 610 (sei uno zero) su Rai Radio Due condotta in studio da Alex Braga che va in onda con successo dal 2004. Cinema: nel 2007 esce Lillo & Greg The Movie, film fatto di una serie di sketch e liberamente ispirato alla vena satirica dei mitici "Monty Python". Nel 2001 sono tra i protagonisti di Blek Giek, un film di Enrico Caria. Nel 2005 Lillo ha partecipato come attore al film Fascisti su Marte di Corrado Guzzanti. Teatro: nel 2010 mettono in scena "Intrappolati nella commedia" scritta da Claudio ‘Greg’ Gregori e per la regia di Mauro Mandolini, nel 2008 – 2009 Far West Story, nel 2006 – 2007 Lillo e Greg La Baita degli Spettri, nel 2005 la commedia musicale The Blues Brothers - Il Plagio, l'anno prima la commedia Work in Regress e nel 2003 Il Mistero dell'Assassino Misterioso, rappresentata con successo per 3 anni consecutivi in tutta Italia. 

sabato 17 dicembre 2011

Rally di Sperlonga


Il 17 e 18 dicembre Sperlonga (in provincia di Latina) torna al centro del panorama motoristico con la 3^ Ronde di Sperlonga. "Il successo delle edizioni passate è la nostra linfa – spiegano gli organizzatori della Sperlonga Racing –: le energie necessarie per mettere a punto una competizione sono cospicue, ma grazie all’entusiasmo del nostro staff, la professionalità degli organizzatori tecnici ed il supporto diretto dei nostri partner, uniti all’entusiasmo del pubblico, troviamo l’impulso e la carica per cercare di migliorarci e puntare ad un grande evento sportivo di rilevanza nazionale nei prossimi anni”. 

La prima parte della gara scatterà alle 20 da piazza Fontana/Via Cristoforo Colombo, e riprenderà alle 8.00 di domenica 18 dicembre: 10 Km di prova de "La Magliana" da percorrere quattro volte. Premiazione a piazza Fontana. Lo scorso anno la vittoria fu della coppia Ferri-Daddoveri, al volante di una Ford Focus WRC 07, posto d'onore per il friulano Claudio De Cecco in coppia con Campies (Xsara Wrc), terzo il ciociaro Tonino Di Cosimo con Paolo Francescucci alle note con la Focus WRC 01.

Roma Città Natale d’Europa


Un Natale all’insegna delle tradizioni europee quello che si festeggerà nella capitale fino all’8 gennaio. Danze, cori gospel e sonorità provenienti da tutta l’Europa si svolgeranno nelle principali strade e piazze della città per "‘Roma Città Natale d’Europa". “Le diverse tradizioni dei popoli del vecchio continente ci parlano di radici e identità comuni, che si intrecciano e possiamo scoprire nella celebrazione di questa festa, un momento di reale integrazione e amicizia". Commenta così l'evento Federico Rocca, delegato del sindaco Alemanno ai rapporti con l'Unione Europea e i cittadini neocomunitari. "Un progetto - continua Rocca - che anima la città con artisti provenienti dalla Scozia alla Romania, dalla Bulgaria all'Irlanda, unendo in un ideale percorso culturale e tradizionale il Gospel con le cornamuse, i cori con l’originalità dei giovani dell’Orchestralunata".

Tra gli appuntamenti: la kermesse di musica e canti 
folkloristici promossa dall’associazione dei Romeni in Italia, la musica dell’Orchestalunata, un gruppo di giovani musicisti tra i 7 e i 18 anni che attraverso una miscela di sonorità mediterranee e ritmi balcanici lanciano il loro inno alla vita semplice e all’importanza di lasciare alle generazioni future il valore delle tradizioni. Sonorità d’oltremanica per "City of Rome Pipe Band", 10 elementi che entrano in scena in fila indiana marciando al tempo di un rullante, con kilt e cornamuse. Musica celtica e rievocazione storica con gli strumenti classici della tradizione irlandese per il gruppo "The Shire": nato per la comune passione dei componenti per la musica tradizionale dell’Irlanda, vuole far conoscere la musica strumentale del proprio Paese, spaziando tra la produzione dei gruppi considerati ormai storici e le sonorità del panorama più recente. Violino, flauto, whistle, concertina e cornamusa accompagnati dalla chitarra per uno spettacolo che alterna atmosfere evocative a ritmi di danza coinvolgenti.

In una rassegna natalizia non poteva mancare la musica Gospel che il gruppo "7 Hills Gospel Choir" interpreta sia nel genere antico che in quello moderno e sperimentale. Formatosi all’Università Popolare di Roma, annovera al suo interno componenti provenienti dalla musica classica, lirica e moderna. 

venerdì 16 dicembre 2011

De vanitate



Appuntamento multiplo con gli apologhi del nostro Mullà Nasreddìn: "Differenza di genere", "Coerenza anagrafica" e "Sfilata di moda", riassumibili sotto lo stesso cappello: vanità!

Un giorno, Nasreddìn Hodja catturò quattro mosche. Fiero del suo bottino, andò dalla moglie e le disse: «Ho catturato quattro mosche; due sono femmine e due sono maschi». Alquanto sbigottita, la moglie non poté trattenersi dal chiedergli: «Ma come sei riuscito, in nome di Dio, a distinguere i maschi dalle femmine?». «Elementare, moglie mia», rispose il nostro Hodja. «Due di loro se ne stavano tranquillamente sedute sulla superficie di uno specchio, tutte intente a rimirarsi, mentre le altre due leggevano il giornale!».


Un giorno, il mullà Nasreddìn incontrò per strada un vecchio amico, che non vedeva da tempo. Questi gli chiese: «Caro Hodja, quanti anni hai esattamente?». «Quarantaquattro» rispose, senza esitazioni, Nasreddìn. «Non è possibile, Hodja», protestò l’amico: «Mi hai risposto alla stesso modo due anni fa!». Al che, Nasreddìn, senza scomporsi: «Sono un tipo coerente e mi piace mantenere la parola data!».

Un giorno, non si sa come né quando, il mullà Nasreddìn fu invitato a Milano per assistere a una sfilata di alta moda. Al termine della sfilata, i giornalisti presenti gli si affollarono tutti intorno per estorcergli un giudizio su ciò che aveva appena visto. Inorridito dalla situazione, il mullà sentenziò: «È una cosa inaudita! Prima ti mostrano le donne e poi… cercano di venderti i vestiti!».
Angelo Iacovella

giovedì 15 dicembre 2011

Cristina D’Avena & Gem Boy Show


Il diavolo e l’acqua santa. Dopo una lunga stagione di grandi successi in tutta Italia, dove migliaia di ragazzi e adulti si sono scatenati intonando le sigle più famose dei cartoni animati di ieri e di oggi, Cristina D’Avena & Gem Boy, due elementi apparentemente opposti, tornano insieme più carichi di prima e approdano con il nuovo tour all’Atlantico Live di Roma, il 17 dicembre 2011 (via dell’Oceano Atlantico 271d) alle 21.30.

Nuovo look, nuova scaletta, nuove gag ma il cast non cambia: Cristina, la regina delle sigle, e l’irriverente band bolognese dei Gem Boy, impegnata anche quest’anno nel cast del programma “Colorado” su Italia 1.

martedì 13 dicembre 2011

Leonce e Lena

L'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'amico presenta il suo saggio di diploma del corso di regia: "Leonce e Lena", spettacolo di Georg Buchner con la regia di Rita De Donato. Sarà in scena fino al 18 dicembre presso il Teatro Studio Eleonora Duse di Roma (via Vittora 6 - ingresso gratuito fino ad esaurimento posti). I protagonisti sono Viola Carinci, Cecilia D’Amico, Luciano Falletta, Alice Pagotto, Marco Palvetti, Remo Stella, Jacopo Uccella.

Leonce, principe ereditario del regno di Popo, per sfuggire al matrimonio con una principessa sconosciuta, decide di fuggire in Italia con il suo amico Valerio. Intanto nel regno di Pipi, la principessa Lena, anch'essa poco desiderosa del matrimonio, fugge egualmente con la sua governante. Lui non vuole rientrare nei ranghi, lei rifiuta un'unione guidata dalla Ragion di Stato. Fughe e destini che si incrociano tra sogno e realtà, in un'atmosfera notturna e fantastica dove si intrecciano il desiderio di amore e quello di morte. L'indomani, senza aver scoperto il loro reciproco legame, tornano nel castello del padre di Leonce dove deve svolgersi il matrimonio, ma…

“Qual è il posto del desiderio, del sogno, dell’ozio, nelle nostre vite? - si chiede la regista De Donato (foto) - Attraverso quali progetti, linee di fuga, conflitti, sottrazioni è possibile dare forma alla propria esistenza? Leonce e Lena è insieme favola, manifesto politico, opera filosofica, atto d’accusa, gioco. E probabilmente molte altre voci si potrebbero aggiungere all’elenco. Lo scenario in cui si muovono i personaggi del testo del giovane scienziato-rivoluzionario Georg Buchner è il doppio, la sovversione, il ribaltamento. La questione centrale è quella dell’identità, della necessità di “darsi una forma” e di come questa si incontri o si scontri con le altre “forme” della società, innanzitutto quella economica, relativa all’accaparrarsi i mezzi per vivere, cioè il lavoro e allo spazio che resta aldilà di esso, cioè la vita. Nel suo rifiuto radicale della cultura del lavoro, Leonce e Lena è anche un’ode al desiderio e alla sua forza trasformativa nelle esistenze individuali e collettive, e un inno al godersi il proprio tempo.

Nel mondo disegnato da Buchner regna sovrana la noia, un potere smemorato si esprime nelle modalità della ripetizione, della piattezza e della sopraffazione. Quale strada si apre allora, se non quella della sottrazione, della fuga verso un altro mondo, verso un’Italia che qui rappresenta un locus amoenus dove si vive per la vita e non per la fatica? La destinazione non verrà raggiunta, ma, muovendosi in un percorso a spirale, i protagonisti giungeranno alla loro meta: un luogo dove poter immaginare, finalmente insieme, un programma in cui “gli orologi vengono distrutti, i calendari proibiti, e chiunque si vanti di guadagnare il proprio pane col sudore della fronte sia dichiarato pazzo pericoloso per la società umana ”.

lunedì 12 dicembre 2011

Toghe Rosso Sangue


Fino al 18 dicembre, alla Casa delle Culture di Roma (via San Crisogono 45) è in scena "Toghe Rosso Sangue", lo spettacolo di Francesco Marino che racconta “La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia”.

Una linea, rossa come il sangue, unifica tristemente l’Italia nell’arco di 25 anni, dal 1969 al 1994: sono 27 i magistrati italiani ad aver perso la vita per mano della mafia, della ‘ndrangheta, del terrorismo rosso, di quello nero, di soliti ignoti o di tristemente noti. Con pochissime eccezioni, oltre alla pena di morte decretata dai mandanti e decantata dagli esecutori, tali magistrati hanno subito una nuova morte: l’oblio. Per render loro giustizia nasce Toghe rosso sangue, primo libro di Paride Leporace, fondatore del quotidiano "Calabria Ora" e direttore del "Quotidiano della Basilicata", giunto oggi alla quinta edizione e adattato drammaturgicamente da Giacomo Carbone.

La storia di questi giudici attraversa la storia dell’Italia: dagli errori giudiziari verso il singolo cittadino ai processi sommari dei Nuclei Armati Rivoluzionari, dal Padrino di Coppola e Brando alla Magliana di Placido e Scamarcio, dalle micce corte di Prima Linea ai lunghi strascichi di Via D’Amelio, dalla sabbia e dal vento della Calabria alle vendette delle ‘ndrine per le vie della grigia Torino, dalle stragi di Stato allo stato di scomparso di Paolo Adinolfi. 



Quattro voci, quattro attori (Francesco Marino, Emanuela Valiante, Diego Migeni, Sebastiano Gavasso), quattro anime avvolte da un’atmosfera tra il realismo e il noir e da una scenografia essenziale, per rendere omaggio a uomini morti nell’adempimento del loro dovere.

domenica 11 dicembre 2011

Poligamia


Secondo apologo del Nostro Mullà Nasreddìn...


Per un breve periodo della sua vita, il Mullà Nasreddìn ebbe due mogli, cosa permessa dalla sua religione. Dopo molti anni di matrimonio, resosi conto che la sua prima moglie, Khadìja, si era ormai incamminata sul viale del tramonto, si era infatti risolto a sposare una cugina di lei, molto ma molto più giovane e bella. Non appena si presentò a casa con la sua nuova consorte, la prima moglie – che ne era gelosa – gli rese la vita un inferno. Non c’era giorno che le due donne non litigassero lanciandosi addosso piatti e stoviglie e discutendo tra di loro su chi fosse la preferita di Nasreddìn. Il Mullà si ricordò allora di quel versetto del Santo Corano (IV, 129) in cui si afferma chiaramente che è pressoché impossibile, quando si hanno più mogli, comportarsi in modo perfettamente equo con ognuna di esse. 

Un bel giorno, mentre meditava sul da farsi, le due donne – ormai sfinite da settimane di liti senza esito – si recarono da lui e gli chiesero esplicitamente di porre fine alla disputa. Messo di fronte alla perentoria richiesta di indicare lui quale delle due fosse la sua preferita, Nasreddìn, per cavarsi d’impaccio, rispose che le amava entrambe nella stessa, identica misura. 

Insoddisfatte dalla risposta ipocrita e interlocutoria, le due donne tornarono alla carica: «Nasreddìn, abbiamo un’altra domanda da rivolgerti, ma questa volta cerca di essere sincero. Se ci trovassimo tutti e tre su una barca e noi due cadessimo entrambe nell’acqua, chi ripescheresti per prima?» 

Nasreddìn, sulle prime, rimase perplesso. Poi, rivolto alla moglie più anziana, le disse: «Mi dispiace, Khadìja. Ma non è certo colpa mia se hai imparato a nuotare!».

Angelo Iacovella

sabato 10 dicembre 2011

Giornata internazionale dei diritti degli animali


Oggi, 10 dicembre, in tutto il mondo attivisti e cittadini sono impegnati in campagne e azioni di protesta contro situazioni orribili in cui sono costretti a vivere milioni di animali. In Italia, riflettori della cronaca puntati su Green Hill, il canile lager che alleva ogni anno 2.500 cani beagle e li destina alla vivisezione, la cui chiusura è stata chiesta a gran voce in ogni parte del Paese. Ma non è ancora abbastanza, si può fare molto per rendere migliore la vita degli animali. Possiamo fare scelte importanti e decisive per la loro sopravvivenza.

La grande astronoma Margherita Hack, vegetariana dalla nascita, nelle pagine del suo ultimo libro, "Perché sono vegetariana" (Edizioni dell’Altana), denuncia le barbarie che si perpetuano ogni giorno in nome della nostra alimentazione, brutalità che spesso ci sfuggono o fingiamo di non sapere. Appuntamento con la Hack e con Ettore Perozzi per parlare di questo, di bicicletta e molto altro oggi pomeriggio alle 18.30 presso la "Libreria Assaggi" di Roma (via degli Etruschi 4). La presentazione è organizzata in collaborazione con Edizioni Ediciclo, che ha pubblicato "La mia vita in bicicletta", sempre di Margherita Hack).

La vera storia di Babbo Natale


Un libro per raccontare "La vera storia di Babbo Natale" (Cortina Editore), dalla nascita - nel 1822 in America - fino all’incarnazione di "padre dispensatore", icona dello shopping. Due autori, Alfio e Michele Maggiolini - il primo docente di Psicologia all’Università Milano-Bicocca, il secondo antropologo - per un volume che racconta l'incarnazione laica del Natale nel nostro mondo globalizzato. Eppure, la sua vita è effimera, non solo perché dura ogni anno solo pochi giorni, ma perché è destinata a rivelarsi un’illusione per ogni bambino che cresce.

Un volume, però, anche per ripensare il senso di questa festa attraverso l’analisi della figura che la impersona, un modo per interrogarsi sul significato educativo, psicologico e antropologico dei questa rappresentazione. Perché i bambini credono a Babbo Natale? Per quale motivo ad un certo punto smettono di crederci? E perché gli adulti non dicono loro la verità?

venerdì 9 dicembre 2011

Cervinia: vacanza sulla neve last minute


LAST MINUTE!
VERY LOW COST!
Affitto Appartamento per 6 persone
Periodi disponibili:
dal 26.12.2011 al 10.01.2012 = SCONTATO A 1.900 € !!!
dal 26.12.2011 al 02.01.2012 = SCONTATO A 1.275 € !!!
dal 02.01.2012 al 10.01.2012 = SCONTATO A 800 € !!!
Prezzi in caso di PAGAMENTO CON BONIFICO o CARTA DI CREDITO
(Commissione per altri tipi di pagamenti)
Cell: 333.9219557

Comodo Residence per 6 Persone!!!

Di fronte al Cervino (Matterhorn) e poco distante dal centro di Cervinia ricco di negozi, bar e ristoranti (degustazioni tipiche specialità valdostane), lussuoso Residence disponibile "last minute" per Natale, Capodanno e Epifania (26 dicembre - 10 gennaio, ma anche singola settimana)

Appartamento di circa 40 mq che ospita comodamente sei persone. Cucina abitabile (completa di stoviglie, vasellame, lavastoviglie, piastre elettriche e frigorifero), grande bagno, camera matrimoniale e camera con due letti a castello (autonome e separate), soggiorno/living con tavolo da pranzo e divano letto a due posti, televisione a colori terrazzo (10 mq). Il tutto finemente arredato e confortevole. Ampio parcheggio esterno. Residence dotato di ski box (deposito per sci e scarponi); impianti raggiungibili con gli sci ai piedi. Nel complesso ha sede un Ristorante


Cervinia è collegata con una rete di oltre 300 Km di pistevero paradiso per sciatori, che portano anche a Zermatt, in Svizzera, e a Valtournenche. Gli amanti di pattinaggio su ghiaccio e sci di fondo dispongono di piste al centro di Cervinia. La località offre inoltre ogni tipo di servizi: discoteche, piscina, palestra, salone di bellezza, sauna, sala giochi, ambulatori medici, taxi, garage per autoriparazioni e noleggio auto. A circa 30 Km da Cervinia si trova la cittadina termale di Saint Vincent, dove ha sede il Casinò più grande d'Europa.

La piantina dell'appartamento

OBBLIGHI DELL'ACQUIRENTE:
All’atto del check-in viene richiesto un deposito cauzionale (€ 150) e consegnata una nota di inventario da verificare con la reception; ogni eventuale danno o mancanza saranno defalcati dalla cauzione al termine del soggiorno oppure ulteriormente addebitati, qualora questa non fosse sufficiente. A fine soggiorno vanno pagati 35 euro per la Pulizia Finale e quanto speso (secondo lettura da contatore) per acqua e elettricità. A disposizione, facoltativamente, un servizio biancheria (15 euro a persona, per l'intero soggiorno). Collegamenti diretti dalle principali città (Milano, Genova).

Le linee locali partono dal terminal di Chatillon.
Il collegamento con i principali Aereoporti è assicurato con servizi di autobus o taxi.
Uscita autostrada A5 "Chatillon - St.Vincent" proseguire sulla strada regionale 46 per Cervinia
Stazione di "Chatillon-St.Vincent" proseguire in auto o autobus

(disponibile anche dal 9 al 23 Maggio 2012 a prezzo Shock!)


giovedì 8 dicembre 2011

La voce della verità


Nuova rubrica di Angelo Iacovella, islamista e scrittore, in queste pagine virtuali: "Così parlò Mullà Nasreddìn. Storie, paradossi e perle di sapienza del leggendario e stravagante maestro musulmano". Iniziamo con il primo di una serie - così narra il Nostro - interminabile di apologhi, "La voce della verità".

Un vicino bussò all’alba alla porta del Mullà Nasreddìn Hodja. Il Mullà, che stava dormendo, aprì la porta e lo accolse con molta freddezza, tanto più che quell’uomo gli stava sommamente antipatico. «Potresti prestarmi il tuo asino per qualche ora?», gli chiese il vicino. «Sai com’è. Devo trasportare delle mercanzie al mercato del tale villaggio». Il Mullà, indispettito, non aveva alcuna intenzione di acconsentire a quella richiesta. Sennonché, per non apparire scortese, rispose: «Ti avrei accontentato senz’altro. Fatto sta che il mio asino, l’ho già prestato a un’altra persona».

Non aveva nemmeno terminato di formulare la frase, quand’ecco che l’asino lanciò un raglio dalla stalla. «Come!», esclamò il vicino. «Mi avete mentito spudoratamente! Il vostro asinello, o Mullà, si trova ovviamente al di là di quel muro». Indignato ma senza scomporsi più di tanto, Nasreddìn replicò: «Come osi, villano, darmi del bugiardo? Non dirmi che peferisci credere al raglio di un asino piuttosto che alla parola di un grande Mullà!».

martedì 6 dicembre 2011

La biblioteca di Bilbo. Percorsi di lettura tolkieniani nei libri per ragazzi


"In una caverna nel sottosuolo viveva un Hobbit. È l’incipit forse più famoso della letteratura fantasy, il primo assaggio di un mondo immaginario che si annuncia con la straordinaria noncuranza di una frase tanto singolare quanto apparentemente piana e strutturalmente semplice". Inizia così il primo capitolo del libro di Roberto Arduini, Cecilia Barella, Saverio Simonelli, "La biblioteca di Bilbo Percorsi di lettura tolkieniani nei libri per ragazzi", Effatà Editrice, che verrà presentato alla Fiera della piccola e media editoria di Roma "Più libri, più liberi" il 7 dicembre alle 18 (presso lo Spazio Ragazzi / Area Incontri, Palazzo dei Congressi).


Saverio Simonelli, responsabile dei programmi culturali di TV 2000 e ideatore di "La Compagnia del Libro", ha pubblicato libri su Tolkien e sulla letteratura di fantasia, ha tradotto e curato testi di G.K. Chesterton, M. Ende e P. Kavanagh.
Cecilia Barella collabora con La Compagnia del Libro e si occupa di letteratura per ragazzi.

I romanzi di J.R.R. Tolkien sono come le ciliegie: uno tira l'altro. Così, chi ne ha aperto uno finisce con il leggere l'intera produzione del professore di Oxford e, quando ha terminato, è diventato un lettore curioso. Proprio per saziare questa curiosità, partendo dal mondo inventato dall'autore del "Signore degli Anelli" - la Terra di Mezzo - questo libro propone diversi percorsi di lettura che rintracciano temi e figure cari al lettore di Tolkien in altri libri per ragazzi, sia classici che moderni. Il volume è costruito come un viaggio immaginario, attraverso paesaggi e incontri con creature diverse, condotto dai piccoli Hobbit - invenzione tolkieniana per eccellenza. I percorsi di lettura sono introdotti da brevi saggi che, in modo semplice, spiegano il tema trattato dallo scrittore britannico in relazione alla letteratura universale e consistono in liste ragionate di titoli per ragazzi, selezionati per qualità di contenuto e di stile narrativo. All'interno di ciascun percorso, i libri sono suddivisi per fascia di età: bambini, ragazzi, giovani adulti. Il testo è indirizzato a chi si occupa di promozione della lettura tra i ragazzi (insegnanti, bibliotecari, educatori) come ai genitori e ai lettori giovani adulti.

Dall'introduzione del libro: "È proprio questo il senso del libro, caro lettore, che stai per aprire. Gli Hobbit, il Signore degli Anelli, la Terra di Mezzo sono lì a muovere la tua attenzione; poi, però, ogni capitolo genera dell’altro, come dire: se ti è piaciuto quello che sta scritto qui, forse allora potrebbe interessarti anche qualcosa che gli somiglia. E molto. Ecco perché partendo dal mondo di Tolkien si possono conoscere altre terre, altri eroi, altre creature fantastiche, piante, giardini, deserti, montagne.


L'AUTORE
Roberto Arduini, giornalista, presidente dell'Associazione romana studi Tolkieniani, è membro del Comitato scientifico della collana "Tolkien e Dintorni" della casa editrice Marietti 1820.

lunedì 5 dicembre 2011

Pioggia di critiche sul decreto "Salva-Italia"



"Governo Monti? Di male in peggio". Lapidario il commento di Pietro Bardoscia e Michel Emi Maritato, rispettivamente segretario nazionale e presidente di Assotutela.net. "La nostra Associazione per la tutela del Cittadino - continuano i due esponenti - aveva riposto totale fiducia nel Governo Monti con la speranza che si intervenisse con una manovra equa, ripartita tra tutte le categorie sociali, escludendo se possibile il ceto con reddito medio/basso, già colpito duramente dalle ultime manovre governative; ma cosi non è avvenuto. Ieri sera, durante la presentazione della manovra del Governo Monti, siamo inorriditi sentendo che le Regioni possono ulteriormente aumentare l’Addizionale Regionale con la ovvia conseguenza di colpire tutti, escludendo invece l’ipotesi di applicare un aumento delle aliquote Irpef per il ceto Medio/Alto".

"Ma l’addizionale Regionale - prodeguono Bardoscia e Maritato - non è bastata al Governo Monti, che ha previsto l’introduzione dell’IMU sulla prima casa e un nuovo aumento dell’IVA di 2 punti percentuali per quella al 21%) e di un punto per quella al 10%, a partire dal secondo semestre 2012. Nel breve periodo, inoltre, i cittadini si troveranno di fronte ad un rincaro della benzina a causa dell’aumento delle accise e ad un nuovo ticket sulle prestazioni sanitarie che ricadrà sul 35-40% dei cittadini, dal momento che in Italia, a seconda delle Regioni, risulta esserci una media di Esenti del 60-65%".

domenica 4 dicembre 2011

Orchestralunata


Orchestralunata, la formazione di 25 giovanissimi musicisti tra i 7 e i 18 anni di età, sarà ospite al Gran Teatro di Roma (piazza Sandro Ciotti, Saxa Rubra) dell’undicesima edizione dello spettacolo "Merry Christmas, Peter Pan!" lunedì 5 dicembre alle 21, organizzato dall’Associazione Peter Pan onlus a sostegno dei bambini malati di cancro in cura presso i reparti dell’Ospedale Bambino Gesù e del Policlinico Umberto I. Una serata alla quale parteciperanno molti artisti: Max Giusti, Tom Sinatra, Antonio Giuliani, Katia e Valeria, Massimo Bagnato e Emma Marrone e che sarà presentata da Roberta Capua e Fabrizio Frizzi.

I bambini e ragazzi di Orchestralunata, diretti dal maestro Maurizio Gregori, si esibiranno in un medley di brani tratti dal loro primo CD, un album realizzato in pieno stile "stralunato", divertente, ma allo stesso tempo impegnato, che cerca di far riflettere e di parlare ai giovani con il loro linguaggio. Un disco che può contare su collaborazioni di spessore, come quella con Teresa De Sio che, nella "Marcia del gallo che non canta più", invita a prestare attenzione alla salvaguardia del nostro pianeta, oppure quella di  Simone Cristicchi che in "Mysticanza" presta la propria voce a favore dell'integrazione sociale. Orchestralunata, poi, insieme a Cisco, storica voce dei Modena City Ramblers ha reinterpretato i "100 Passi" (contro la mafia).

Orchestralunata è nata a Vallerano, in provincia di Viterbo, qualche anno fa. Nel cuore del centro storico del paese, dove una volta era l’Oratorio, oggi si trova una scuola di musica che conta circa 150 iscritti, in maggioranza bambini, una percentuale davvero alta rispetto alla media nazionale. L’obiettivo della scuola non è lo studio fine a se stesso, ma l’aggregazione di più persone che suonano insieme per divertirsi. Orchestralunata ha vinto diversi concorsi musicali e si è esibita in diverse piazze: a L’Aquila nel Campo S. Biagio dopo il terremoto, a Roma alla Casa della Memoria, ed è stata ospite sul palco del Premio De André, al Gran Teatro di Tor di Quinto, a Radio 1 RAI, a RAI MUSIC, al GT Ragazzi e da Antonella Clerici nel suo programma dedicato ai più piccoli. 

Info biglietti: www.merrychristmaspeterpan.it cell:335.1853706.