domenica 6 gennaio 2019

Qual è la via del vento


Un libro incalzante per i fatti narrati che pur tuttavia riesce a soffermarsi sui risvolti personali di personaggi indimenticabili e sul colore e calore di un gruppo fino ad allora fortemente integrato con la vita dei propri vicini. 
Lia Levi 

Daniela Dawan, ne "qual è la via del vento" (edizioni e/o) ci racconta la guerra dei sei giorni in Medio Oriente attraverso la storia della famiglia Cohen. Tripoli, giugno 1967: la guerra scatena terribili violenze contro gli ebrei in Libia. Uccisi, depredati dei loro averi, sono oggetto dell’odio di masse inferocite che il vecchio re Idris non controlla. Bisogna fuggire, nascondersi. E così Ruben e Virginia Cohen, con i vecchi genitori di lei, Ghigo e Vera Asti, si barricano nel loro appartamento, circondato da uomini armati di spranghe e coltelli. Micol, la loro bimba di nove anni, è bloccata a scuola dalle suore italiane che non vedono l’ora di liberarsene: l’istituto rischia molto per la presenza della bambina ebrea, l’unica rimasta di tanti allievi. L’esile Micol è timida, senza amici, non rende a scuola, è una costante delusione per il padre; solo con il nonno Ghigo, uomo ironico e spirito libero, ha una grande complicità. Vive in un mondo di fantasia tutto suo in cui immagina come compagna la sorellina morta prima che lei nascesse e di cui non sa nulla, perchè nessuno gliene parla mai, su Leah grava un segreto.

Tripoli, giugno 2004: Al governo del Paese ormai da molti anni, il colonnello Gheddafi tenta di riprendere i contatti con gli ebrei libici emigrati in Italia, di cui ha confiscato tutti i beni. Invita perciò a Tripoli una delegazione accompagnata dall’avvocato Micol Cohen, la bambina esile e insicura di un tempo. Adesso è una donna protagonista della sua vita, professionalmente arrivata, ma che non ha mai saputo costruire un legame sentimentale stabile. E Micol approfitterà del viaggio a Tripoli per indagare sul mistero di sua sorella Leah. 

L'AUTRICE

Daniela Dawan è nata a Tripoli (Libia), dove è vissuta fino a 10 anni. Costretta a fuggire, con la famiglia approda in Italia. Già avvocato penalista, è ora Consigliere della Suprema Corte di Cassazione e ha vissuto a Milano, Bruxelles e New York. Ha esordito nella narrativa con numerosi racconti e con il romanzo "Non dite che col tempo si dimentica" (Marsilio 2010).