domenica 19 maggio 2013

Le bugie nel carrello, di Dario Bressanini


Sarà vero che le patate al selenio fanno diventare piu intelligenti? Per l’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, "non ci sono prove di un rapporto di causa ed effetto tra l’assunzione di selenio e le funzioni cognitive.”

Cosa ci raccontano e cosa sappiamo dei prodotti che acquistiamot tti i giorni? Dal kamut alle patate, dalle uova in codice al tonno (e molti altri) Dario Bressanini ci aiuta a scoprire "Le bugie nel carrello" (Editore Chiarelettere). Dopo il successo editoriale di "Pane e bugie" (2011), l'autore torna con un nuovo libro sulla disinformazione in campo alimentare per comprendere cosa sia esattamente il Kamut, se le patate al selenio fanno bene alla salute e se esiste la mortadella "100% naturale". Passeggiando con Bressanini in un supermercato immaginario, capiremo cosa raccontano - e cosa nascondono - le etichette dei prodotti che acquistiamo, scopriremo che l’equazione “naturale=buono” è uno dei pregiudizi più radicati e più usati dalla pubblicità, che un prodotto che l’etichetta descrive come a “chimica zero” i conservanti li contiene, che il prezzo di una bottiglia di vino ne influenza l’apprezzamento e che il tonno più buono non si taglia con un grissino.

"Chicche" da libro: "Se vi piace il Kamut acquistatelo, ma sappiate che il sovrapprezzo non è giustificato né dalle caratteristiche nutrizionali, né da quelle sanitarie: sono magie del marketing.” “Il messaggio pubblicitario della mortadella non dice ‘zero nitriti’, ma ‘zero chimica’…  Invece di ricorrere a diciture ridicole come ‘nitriti di origine naturale’, l’azienda potrebbe dichiarare quanti ne contiene la sua mortadella.” "Perché un consumatore dovrebbe comprare uova ‘alternative’ visto che non ne ha alcun vantaggio dal punto di vista nutrizionale? Che differenze ci sono tra le uova di tipo 0 e quelle di tipo 3? Tanto più che in alcune uova biologiche, prodotte da galline allevate all’aperto è stata ritrovata una concentrazione di diossina superiore a quella rilevata nelle uova da allevamento in gabbia..."

E ancora: “Il fatto che un alimento sia o non sia ‘naturale’ non ha niente a che vedere con le sue proprieta salutistiche. Smettiamo di brandire questo termine come una clava per chiudere i discorsi invece che approfondirli.” “Il metodo di cattura del tonno influenza molto la qualita delle sue carni… Un’intensa attivita muscolare durante la cattura provoca un accumulo di acido lattico nei muscoli, riducendone il valore commerciale. Per evitare questo inconveniente, negli impianti di maricoltura dove gli esemplari giovani di tonno rosso vengono ingrassati per essere poi venduti sul mercato giapponese si usa una scarica elettrica per stordire l’animale prima di ucciderlo.”

L'AUTOREDario Bressanini è ricercatore presso il dipartimento di Scienza e alta tecnologia dell’Università dell’Insubria a Como. Cura da diversi anni il fortunato blog “Scienza in cucina”.