giovedì 25 febbraio 2016

Scarpe Diem. Storie di scarpe straordinarie


'… Sette storie di scarpe, sette percorsi immaginari in cui le piccole ‘macchine’ per il nostro viaggio quotidiano, diventano la chiave per leggere trame nascoste, per avvertite vibrazioni impalpabili, quasi magici grimaldelli per aprire porte segrete e scoprire le orme lasciate dalla vita.

Venerdì 26 febbraio, alle 18, alla Sala Conferenze di Palazzo Venturi (Corso Vittorio Emanuele II, 4 - Campagnano di Roma), presentazione (a cura di Silvana Buzzo Patucchi) di "Scarpe Diem. Storie di Scarpe straordinarie), il libro umoristico e di vita vissuta di Pino Ammendola per Teke Editore, con la prefazione di Renzo Arbore. Oltre all'autore, intervengono il sindaco di Campagnano, Francesco Mazzei, Maria Giovanna Bozzo (consigliere delegato alla Cultura), Dionisio Moretti (responsabile del settore V). Modera l’incontro l’autrice e regista Silvana Buzzo Patucchi.

"Chi nasce a Napoli viene al mondo con un destino: l’arte del racconto, ispirata dal canto della memoria che si fonde con la suggestione magica dell’ignoto, di ciò che deve ancora arrivare. Così Pino Ammendola, come Sherazade, si salva dalla nostalgia della sua città, evocandola in maniera feticistica attraverso quel simbolo universale della favola che è “la chianella” (la pantofola). Da questo prende il via la sua scrittura quasi cinematografica, fatta della cura del dettaglio e di ritagli d’immagini incollate su un periodare poetico ed accattivante". Renzo Arbore 

Una scrittura composta da ritagli di memoria, con uno sguardo appassionato, e da autentico napoletano, alle calzature, in questo caso femminili, articolo indispensabile di vestiario che denota la personalità di una donna (o di un uomo). Pino Ammendola, noto volto televisivo, attore, doppiatore, regista e autore teatrale, ha composto sette storie di scarpe, percorsi immaginari in cui le piccole 'macchine' per il nostro viaggio quotidiano diventano la chiave per leggere trame nascoste, per avvertite vibrazioni impalpabili, quasi magici grimaldelli per aprire porte segrete e scoprire le orme lasciate dalla vita. 

Ammendola ritrae le sue muse dalle diverse personalità (ognuna legata ad un calzolaio creativo, produttore di stivali a mezza coscia imbottonati con stringhe elastiche, coturni da dea greca, tacchi in metallo cromato o sandali capresi) in un contesto partenopeo sensuale e misterioso, analizzando un vero e proprio fenomeno di costume.