mercoledì 2 marzo 2016

La regina Dada

 
Sin da quando sono nato, penso alla morte. Poi cresco e continuo a temerla.
Ne parlo continuamente, passo il tempo ad averne paura 
e a cercare di evitarla.
Ci penso così tanto, alla morte, ma così tanto che alla fine mi convinco davvero che devo morire… e finisce che muoio. Una liberazione. 

Noto come raffinato e stravagante pianista jazz, Stefano Bollani sarà in scena al Teatro Eliseo dal 29 marzo al 3 aprile in veste di autore teatrale e attore in La regina Dada, scritto a quattro mani con Valentina Cenni, attrice e danzatrice. Uno spettacolo in cui la drammaturgia si fonde con la musica per sfuggire alle rigide convenzioni umane, al di fuori della spirale del tempo. "È la storia di due persone che tentano di comunicare senza parole, solo con la musica" spiega Bollani. 

La storia è quella della regina Dada, che abdica e fugge nella notte, rifugiandosi dal suo maestro di musica, per cercare la verità oltre il ruolo impostole in una vita predeterminata. Rinunciando alle parole tenta di capire qual è il vero potere dell’essere umano, finalmente libero dalla manipolazione di un destino già scritto. Simbolo del rifiuto di ogni definizione che possa ingabbiare e limitare lo spirito, mette in dubbio la certezza di tutte le convenzioni, per trovare se stessa.

GLI INTERPRETI

Stefano Bollani sale sul palco per imparare ogni sera qualcosa e “perché è più conveniente che pagare uno psicanalista”. Cerca stimoli ovunque, nella musica del passato, ma soprattutto esplora il presente, improvvisando a fianco di grandi artisti come Enrico Rava, Richard Galliano, Bill Frisell, Paul Motian, Chick Corea, Hamilton de Holanda. Con lo stesso animo si insinua all’interno di orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Leipzig, la Scala di Milano e l’Orchestre National de Paris facendosi prendere per mano da direttori coraggiosi e entusiasti come Riccardo Chailly, Krjstian Jarvi, Daniel Harding. Insieme al bassista Jesper Bodilsen e al batterista Morten Lund, da 12 anni, cerca il modo di far vivere al pubblico lo stesso divertimento che provano loro ogni qual volta le voci dei loro strumenti si uniscono. Quando non suona, scrive libri o inventa spettacoli teatrali come Primo Piano, con la Banda Osiris. In radio, complice David Riondino, ha dato vita al Dottor Djembè, onnisciente musicologo che ha sparso semi di ironia e sarcasmo per svariati anni dai microfoni di RadioRai3. In tv, dopo l’esperienza alla corte di Renzo Arbore, si è lanciato per Rai3 in jam-session di parola e musica in due stagioni del suo Sostiene Bollani. 

Valentina Cenni è nata a Riccione nel 1982, ha studiato danza classica/contemporanea per 18 anni, conseguendo fra l'altro il diploma della Royal Academy of Dancing di Londra. Nel 2007 viene scelta per I racconti di Canterbury di Stefan Gabor, una produzione di teatro musicale in ungherese al Teatro Nazionale di Budapest. Frequenta laboratori con vari registi tra cui Carmelo Rifici, Luca Ronconi, Massimiliano Civica, MK, Massimiliano Farau. Prende parte a progetti molto diversi, fra cui Il compleanno di Pinter per la regia di Fausto Paravidino; Prenditi cura di me e Nessun luogo è lontano di Giampiero Rappa; Antigone di Sofocle per la regia di Cristina Pezzoli . Da una decina d'anni inventa e porta in scena spettacoli di danza col fuoco.