venerdì 16 dicembre 2011

De vanitate



Appuntamento multiplo con gli apologhi del nostro Mullà Nasreddìn: "Differenza di genere", "Coerenza anagrafica" e "Sfilata di moda", riassumibili sotto lo stesso cappello: vanità!

Un giorno, Nasreddìn Hodja catturò quattro mosche. Fiero del suo bottino, andò dalla moglie e le disse: «Ho catturato quattro mosche; due sono femmine e due sono maschi». Alquanto sbigottita, la moglie non poté trattenersi dal chiedergli: «Ma come sei riuscito, in nome di Dio, a distinguere i maschi dalle femmine?». «Elementare, moglie mia», rispose il nostro Hodja. «Due di loro se ne stavano tranquillamente sedute sulla superficie di uno specchio, tutte intente a rimirarsi, mentre le altre due leggevano il giornale!».


Un giorno, il mullà Nasreddìn incontrò per strada un vecchio amico, che non vedeva da tempo. Questi gli chiese: «Caro Hodja, quanti anni hai esattamente?». «Quarantaquattro» rispose, senza esitazioni, Nasreddìn. «Non è possibile, Hodja», protestò l’amico: «Mi hai risposto alla stesso modo due anni fa!». Al che, Nasreddìn, senza scomporsi: «Sono un tipo coerente e mi piace mantenere la parola data!».

Un giorno, non si sa come né quando, il mullà Nasreddìn fu invitato a Milano per assistere a una sfilata di alta moda. Al termine della sfilata, i giornalisti presenti gli si affollarono tutti intorno per estorcergli un giudizio su ciò che aveva appena visto. Inorridito dalla situazione, il mullà sentenziò: «È una cosa inaudita! Prima ti mostrano le donne e poi… cercano di venderti i vestiti!».
Angelo Iacovella