mercoledì 3 aprile 2013

Ignoranti, di Roberto Ippolito


Un libro appositamente pieno di strafalcioni, perchè siamo tutti troppo "Ignoranti". Roberto Ippolito, per l'editore Chiarelettere, pubblica un volume che svela quanto è somara l’Italia. “Il sindaco dichiara lo stato di guerra” dice un candidato al concorso per funzionari di settimo livello nell’ufficio appalti a Orbetello; “Io me ne avrei andato pure a pagando io” chiosa Antonio Razzi - deputato eletto per due volte alla Camera con l’Italia dei valori, trasferitosi nel gruppo Popolo e territorio nel dicembre 2010 - durante la trasmissione “La Zanzara”. E ancora: “L’Italia non è il paese del Bentegodi” tuona un consigliere comunale di Trento.


Esilarante per i casi raccontati, ma inquietante per lo scenario descritto, Ippolito, con nomi e cognomi, nel libro fornisce un campionario incredibile di assurdità: il sottosegretario che accusa il ministro di essere un “asino bardato da generale”, deputati che parlano in modo inverosimile. Non è una novità purtroppo, anche perchè i dati sono chiari: “Quasi un quiz su cinque è sbagliato... Con tante domande sbagliate, anche i bocciati sono tanti. I quiz di filosofia sono stati superati soltanto da 141 iscritti su 4239, il 3,3 per cento; in otto università, fra cui Milano e Trento, nessuno ci è riuscito.” E' quanto si legge nei dati di un concorso per l’accesso al tirocinio di abilitazione all’insegnamento, 2012. Altri dati, che fornisce Jacopo Morelli, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria“Gli italiani fra i 25 e i 64 anni con al massimo la licenza di scuola media sono quasi la metà del totale... Solo Spagna, Portogallo e Malta hanno un dato peggiore. Nel parlamento italiano la percentuale di laureati è scesa dal 91,4 per cento della prima legislatura al 64,8 della quindicesima. Una flessione di 27 punti percentuali, in controtendenza con le altre democrazie: negli Stati Uniti i laureati al Congresso superano il 94 per cento.” 


L’Italia è sempre in coda nelle classifiche per l’istruzione e la cultura. Lo confermano gli spropositi che si trovano nei temi della maturità, i pessimi risultati degli studenti nel confronto internazionale, gli errori nella formulazione delle domande ai concorsi: anche chi giudica sbaglia. E l’economia arretra. Il contrario di quanto avvenne negli anni del boom, quando l’innalzamento culturale accompagnò il miracolo.  Solo due italiani su quattro sono diplomati contro tre inglesi su quattro. “Il 39 per cento degli italiani dai 16 ai 74 anni addirittura non ha mai adoperato il computer nel 2011. Solo romeni, bulgari e greci sono di meno rispetto al mediocre 61 per cento di utilizzatori italiani.” “Sei italiani su dieci con almeno 18 anni, cioè 28 milioni di persone, non hanno visitato nel 2010 un museo, un’area archeologica o una mostra.” Dati raccolti da Civita, associazione impegnata nel campo dei beni culturali. “In dieci anni il bilancio del ministero dei Beni culturali è stato tagliato del 36,4 per cento.” Dopo la guerra lo Stato destinava alla cultura lo 0,8 per cento della spesa totale cioè il quadruplo di quanto investe oggi.

In Europa siamo 22esimi per la quota di spesa pubblica destinata all’istruzione in rapporto al Pil. I confronti internazionali proposti ripetutamente nel libro certificano il disastro. Uno schiaffo per un paese come l’Italia, per secoli culla della cultura e dell’arte. Come si può tornare a crescere? Con l’istruzione e la cultura. Ma finché gli ignoranti occuperanno la politica non potrà esserci un reale cambiamento e un ritorno allo sviluppo.

L'AUTORE
Roberto Ippolito è di Napoli, classe 1951. Ha pubblicato diversi libri di successo, tra cui EVASORI e IL BEL PAESE MALTRATTATO, entrambi per Bompiani. Ha curato a lungo l'economia per il quotidiano "La Stampa" e diretto la comunicazione della Confindustria e le relazioni esterne della Luiss di Roma, dove ha anche insegnato alla Scuola superiore di giornalismo. Organizzatore di eventi culturali, è direttore scientifico del festival letterario “A tutto volume – Libri in festa a Ragusa”.