domenica 5 gennaio 2014

San'kja, di Zachar Prilepin



San'kja (Sasa) è un giovane militante membro del movimento "Unionista" di cui il capo, Kostenko - nome di fantasia per il fondatore del Partito Nazionalista Bolscevico "L'altra Russia", Limonov - è rinchiuso in carcere. Con i suoi amici Venja, Negativo, il fratellino Positivo, Rogov, Oleg e il suo amore - l'esile Vera - tenta di abbattere il corrotto apparato statale che ha distrutto tutti i valori e le tradizioni del vecchio mondo rurale russo. Prima con rappresaglie ed attentati, poi in un crescendo di disperazione, che si fa sempre più rabbiosa e violenta, sacrificandosi, nella battaglia finale, con i suoi compagni. Spera, nonostante abbia coscienza dell'inutilità del suo gesto, di scuotere, se non distruggere con la rivoluzione, una neoborghesia rea di aver imbastardito la sua Patria Russia. Libro che nello scorrere delle pagine ti coinvolge ed appassiona ad una societa' ed una cultura cosi' diversa dalla nostra.

La mamma infermiera di notte, il padre morto alcolizzato, San’kja è uno degli innumerevoli figli della dimenticata periferia rurale russa. Sbandato, arrabbiato col mondo, indifferente e ostile a qualsiasi ideologia, San’kja sogna una patria inesistente. San'kja (edito da Voland) è il secondo romanzo di Zachar Prilepin, politico e giornalista russo che ha combattuto negli Omon in Cecenia, e da questa esperienza ha tratto il suo primo libro, "Patologie". Quasi quarantenne, è senza altro il rappresentante più significativo della società russa moderna, e scrive con un linguaggio popolare e informale.