martedì 18 febbraio 2014

Venivano da lontano


“Sentiva la pioggia scrosciare sul Canal Grande, mentre si domandava chi fosse quel grandissimo rompiballe che lo chiamava nel cuore della notte”. 

Torna Alvise Pàvari dal Canal, il simpatico, irriverente, colto gentiluomo nato dalla penna di Giorgio Caponnetti nel divertente "Due belle sfere di vetro ambrato". La nuova avventura di Alvise (grande esperto di cavalli e viaggiatore, pericolosamente sensibile alle donne e al mistero) si intitola "Venivano da lontano" (Marcos y Marcos, in libreria dal 6 marzo) e fa viaggiare nel tempo e nella storia, immersi nella pienezza del presente. Al sole già caldo della Maremma in maggio, il profumo del cinghiale al bujone si mescola con l’odore aspro delle vacche da sbrancare. Alvise Pàvari dal Canal è accorso al richiamo di un amico etruscologo, ma un omicidio lo trattiene a Tuscania insieme all’inizio tormentoso di un amore. La soluzione di entrambi i misteri sta in un coccio...

Campi di erba alta mossa dalla brezza, pareti di tufo dorato, lombrichelli cacio e pepe all’osteria dentro le mura di Tuscania: Alvise, che ha lasciato Venezia sotto la pioggia battente, al sole della Maremma si sente rinato. Sbocconcella salsiccia sotto la pergola in attesa di rivedere Putzu, l’amico etruscologo che l’ha convocato lì in tutta fretta per chiedergli una conferma importante. Lo rivedrà, sì, ma in circostanze molto diverse da quel che si sarebbe aspettato; e quella che si prospettava come la gita di un giorno si prolungherà, fatalmente, di sera in sera. Prima lo trattiene una morte: smascherare l’assassino celato dietro appunti misteriosi che rimandano a Virgilio e a migrazioni antichissime. Poi si mette in mezzo un amore: una donna riemersa dal passato che sarebbe perfetta se solo non avesse qualcosa da nascondere. 

L'AUTOREGiorgio Caponetti è nato a Torino nel 1945. Dopo una brillante carriera di pubblicitario, si trasferisce in campagna – prima nel Monferrato e poi in Maremma – per diventare allevatore e addestratore di cavalli, istruttore d’equitazione, regista e conduttore di spettacoli e di documentari equestri. Da molti anni vive con la famiglia in una verdissima tenuta a Tuscania, con tanto di necropoli etrusca; di recente ha anche cominciato a insegnare ippologia all’università. 

“Alvise tirò un gran sospiro di sollievo e si mise a letto in pace con se stesso e con il mondo. L’ultimo pensiero prima di addormentarsi fu per il povero Putzu. 
‘Gli etruschi… da dove venivano…’ aveva detto al telefono. Che cosa diavolo aveva scoperto?”