martedì 17 giugno 2014

Cade il muro di Ostia




"Bene l’abbattimento del lungomuro di Ostia che impedisce l’accesso libero alla spiaggia: l'arenile è un bene comune di tutti ed è un diritto dei bagnanti accedervi. Basta con le concessioni ventennali e la mancata alternanza tra spiaggia libera e in concessione". E' soddisfatto il Presidente nazionale dell'Adiconsum Pietro Giordano,dopo la decisione al mini-sindaco Tassone per favorire il libero accesso all'arenile. Promettono battaglia i balneari interessati dal provvedimento, che lamentano la scarsa pubblicità data all'operazione e i danni ai loro affari. 

Al momento due gli stabilimenti coinvolti, a ridosso del pontile, che vedranno parte del loro muro abbattuto. Ma sono stati già individuate anche altre 18 aperture da realizzarsi a breve. "Per noi questa era un'occasione" spiega Giuseppe Sesa capo gruppo Pd nel X municipio: "Non è un atto di forza contro i balneari, ma un'agevolazione per i tanti romani che vengono al mare, e che potranno avere libero accesso alle spiagge".

"La gestione delle spiagge nel nostro Paese basato sulle concessioni ventennale ha di fatto prodotto un monopolio delle imprese balneari a danno delle famiglie su un bene, come la spiaggia, che è invece un bene comune di tutti" continua Giordano. Altre proteste mercoledì 18 giugno: in questo caso sono i negozianti del litorale ad organizzare una serrata per protestare contro la pedonalizzazione del lungomare.

Adiconsum ha stilato un Vademecum per ricordare ai consumatori-bagnanti i propri diritti. Eccolo
- l’accesso alle spiagge è libero ed anche gli stabilimenti devono consentire il transito alla battigia. L’impedimento o la richiesta di un pagamento rappresenta una violazione della legge e va denunciata alle Autorità;

- la battigia, cioè la striscia di sabbia di 5 metri da dove arriva l’onda, è a disposizione di tutti ed è esclusa dalla concessione demaniale: libero transito e non vi possono essere collocati oggetti ingombranti come ombrelloni o sdraio;

- le spiagge libere devono essere posizionate tra uno stabilimento e l’altro. La mancanza dell'alternanza va segnalata ai sindaci e alle Regioni;

- la pulizia delle spiagge libere è a carico del Comune;

- i prezzi sono liberi e dovrebbero essere rapportati alla qualità dei servizi.

In caso di violazione dei diritti dei bagnanti ci si deve rivolgere alla Polizia Municipale, ai Carabinieri o alla Capitaneria di porto.