domenica 22 marzo 2015

I piccoli grandi angeli del 118


Non so i loro nomi, perché - come si suol dire - ero più di là che di qua, ma i loro volti, osservati per pochi attimi mentre cercavo di non perdere conoscenza e rispondere alle loro domande, mi sono rimasti impressi.
 
Giovani, giovanissimi, ragazzi 'normali' di Roma, con la parlata strascicata e il cuore grande, vestiti di rosso. Anzi, per lo più ragazze (3, più un 'maschietto') fra i 20 e i 25 anni, mi sembra. Brave, bravissime... Mi chiamavano per nome, 'non ti addormentare, come ti chiami, che lavoro fai, hai figli? Bello il tuo smalto...' (Sorrido: una donna non ne può fare a meno, anche se, come si suol dire - è più di là che di qua) e intanto misuravano la pressione (preoccupate: 30-70). Una flebo al volo e poi subito l'imbracatura per portarmi giù in ambulanza, scendendo tanti piani di scale... mi trasportano con questo telo (arancione? mi sembra) che mi avvolge e sorregge, le loro mani infilate in maniglie speciali per non perdere la presa e distribuire il peso. 'Ma ce la fate?' 'Sei leggera!' 'Sì? Meno male!' La testa gira, le scale girano, 'tutti giù per terra' penso delirando... Poi la barella, e il cielo azzurro di Roma fuori dal portone di casa, diverso dal solito: in verticale... Che strano... 

'Non ti addormentare!' 'No signora, non può salire con sua figlia sull'ambulanza, mi dispiace...' Sirena... Sembra incredibile... Questa volta sono io dentro a quella voce stridula che urla paura... chissà quante macchine si stanno spostando per farci passare.... Ma sono serena, serena... Ancora, tanta delicatezza, mi sussurrano di stare tranquilla, ma io non sono spaventata... Poi il signore barbuto del triage, il viso corrucciato, ma buono... codice giallo... il tempo di girarmi mentre mi portano nella sala medica e i miei angeli già non li vedo più... Non li ho potuti neanche ringraziare... 
 
GRAZIE GRAZIE GRAZIE!