sabato 13 giugno 2015

Parchi italiani: salve altre 4 specie

Un esemplare di nibbio bruno

Moretta tabaccata, occhione, nibbio bruno e grillaio: sono le quattro specie di uccelli italiane che hanno migliorato il loro stato di conservazione anche grazie alle attività svolte nei parchi in cui vivono. La buona notizia che arriva della nuova «Lista rossa» europea degli uccelli a rischio estinzione redatta da Birdlife International grazie al finanziamento dall’Unione Europea è un vero fiore all’occhiello per il nostro Paese, in un quadro generale che vede il 18% delle specie di uccelli in Europa (67 specie su 451) a minaccia di estinzione.

E' una delle notizie arrivate dall’VIII Congresso Nazionale di Federparchi, a Trezzo sull’Adda, momento istituzionale per fare il punto sul mondo dei parchi e sul potenziale di questo settore. Per l'Italia - che detiene il record europeo della biodiversità, in una superficie pari a un trentesimo di quella europea, con 55.600 specie animali (pari al 30% delle specie europee) e 7.636 specie vegetali (pari al 50% delle specie europee) - la notizia sull’avifauna è un’ulteriore conferma che premia il contributo dei parchi e delle aree protette per la tutela della biodiversità. Senza i parchi, infatti, molti "animali simbolo" della nostra fauna come orsi, camosci, stambecchi, aquile, lupi sarebbero scomparsi per sempre dai nostri boschi, nelle nostre montagne, dalle nostre coste e dai nostri mari, con una perdita inestimabile in termini di patrimonio naturale.


Due magnifici lupi

“Le aree protette hanno dimostrato una notevole capacità di realizzare progetti e azioni per proteggere la natura - spiega Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi -.E’ merito dei parchi se oggi alcune di queste specie prioritarie non sono più a rischio e altre sono state reintrodotte con successo, e anche la ricerca italiana in campo ambientale ed ecologico è tra le più interessanti, dal punto di vista dei risultati gestionali delle aree protette e in generale della biodiversità. Non dimentichiamo che il nostro è il Paese europeo più ricco di specie animali e vegetali: se c'è un patrimonio di cui dobbiamo andare fieri è proprio quello naturale”

Dalla reintroduzione del leggendario grifone dall’apertura alare di quasi tre metri nel Parco dei Nebrodi in Sicilia, alla quinta colonia stabile di camoscio appenninico nel Parco del Sirente Velino, passando per il falco pescatore, che nidifica in Maremma ormai da quattro anni. E poi ancora gli orsi dell’Adamello Brenta, la foca monaca che fa sempre più spesso capolino dalle grotte dell’isola siciliana di Marettimo, vediamo nel dettaglio quali sono gli animali “totem” dei Parchi italiani.