lunedì 1 febbraio 2016

L'abbiamo fatta grossa


Viene da chiedersi perché. Perché un regista che ha girato film deliziosi (da "Un sacco bello" a "Maledetto il giorno che ti ho incontrato", passando per "Borotalco") realizzi una pellicola così banale, scontata, piena di cliché e stereotipi che neanche fanno ridere per quanto sono fuori luogo e forzati. Perché, cioè, Carlo Verdone scriva e diriga "L'abbiamo fatta grossa", commedia becera, appena nobilitata dal simpatico Antonio Albanese, unico attore degno di tale nome nel film. Gli altri, Verdone compreso, sono solo caricature impacciate. 

Una delle risposte che ci si può dare è il ritorno economico della pubblicità, più o meno occulta (nel film più volte inquadrata la marca di una nota caramella, al bar, e il libro di un "motivatore" - su un cartellone pubblicitario, sotto casa di uno dei protagonisti, e sulla scrivania di Verdone - oltre a qualche marchio di macchina), ma allora lo squallore è ancora maggiore. Brevemente, la storia: un investigatore privato e un attore, entrambi ad un passo dal fallimento, si trovano a mettere - per sbaglio - le mani su 1 milione di euro... Ma per i 2 saranno solo problemi..