venerdì 29 gennaio 2016

Caro Presidente, mi raccomando...


L'autrice, Lidia Mancini, parte da un'idea originale e provocatoria - scrivere al Presidente della Repubblica affinché la raccomandi, visto che non riesce a trovare lavoro - peccato poi che nel suo volume ("Caro Presidente, mi raccomando... Geva Edizioni) si perda in una auto-celebrazione di se stessa e dei suoi meriti e pregi (27 anni e disoccupata, con una laurea in lettere in tasca, non sembra questo gran curriculum...). 
Racconta il suo pellegrinaggio da uno studio televisivo e l'altro (dopo il clamore sollevato dalla lettera al Capo dello Stato) sfociato però - ancora - in un nulla di fatto. La giovane protagonista scopre intanto che vuole diventare giornalista, ma ancora nessuno le dà troppo retta (esistono semplicemente delle scuole: 2 anni di frequenza, e poi esame di Stato, cdr), snocciola un po' di qualunquismo politico contro i "soliti", condisce con qualche citazione banale per sembrare dotta, ma risulta solo stucchevole e presuntuosa. Forse ciòche le è mancato finora è proprio un po' d'umiltà...