sabato 24 marzo 2018

La vita degna


Leonardo sa perfettamente ciò che accadrà stasera a casa, conosce i movimenti a uno a uno, il rumore delle pantofole sul pavimento, il viso di Giulia, la disposizione dei piatti e delle posate sul tavolo della cena, la buonanotte a Matteo e a Maddalena; e sa perfettamente ciò che accadrà domani mattina dal risveglio in poi, le stesse cose che si stanno susseguendo ora, ordinate, pigre, il caffè e lo spazzolino e lo scatto della serratura e lo sbuffo delle porte del bus e lo schermo del finestrino con la città che sfila via. Sa tutto a memoria, non c’è nulla da raccontare nelle sue giornate, e non gli sembra neanche più che quell’uniformità sia un problema. Tutto sommato, gli va bene così.

Quando Leonardo Bolina, 55 anni, va in pensione, investe tutta la liquidazione per realizzare il sogno di una vita: mettere in scena uno spettacolo teatrale. La scelta, economicamente folle, è osteggiata dalla sua famiglia, soprattutto quando lo spettacolo si trasforma in un colossale e umiliante fallimento. Una commedia divertente e amara, con colpi di scena fitti come in una pellicola cinematografica e personaggi profondi come eroi shakespeariani: è "La vita degna", di Dario Buzzolan per Manni Editore. 

Leonardo lascia la moglie, finisce a vivere in una casa di studenti, con la ventenne Lis innamorata di lui, e di cui lui si innamorerebbe volentieri. Ritrova Adele, il grande amore della gioventù, che continua ad essere la donna ideale e inafferrabile. Incappa nel produttore truffaldino, e in un lavoro sottopagato di fattorino. Deve fare i conti con i figli, l’intransigente Matteo e la rassegnata Maddalena, con un capetto nevrotico, un coinquilino geloso... 

L'AUTORE
Dario Buzzolan è nato a Torino nel 1952, E vive tra Milano e Roma. Dal 1992 collabora con la Rai Tv occupandosi di fiction, trasmissioni culturali e di attualità. È stato tra gli ideatori e capoautore di "Agorà"; attualmente è autore di "Le parole della settimana" e "Cyrano", di Massimo Gramellini, e di "M" di Michele Santoro. Scrive su “Linus”.