martedì 6 agosto 2013

Fori imperiali: finta pedonalizzazione, vero disastro


Roma insorge contro la rivoluzione della mobilità decisa in fretta e furia dal sindaco Marino, la (cosiddetta: continueranno a passare autobus, taxi, auto blu, pullman turistici, auto con contrassegno disabili...) pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali. Sul piede di guerra i residenti della zona, i commercianti, tutti quelli che transitano VERAMENTE sulle strade capitoline e non pensano alla viabilità urbana come ad uno spot personale, chi lavora in zona, gli stessi vigili, costretti con oltre 40 gradi all'ombra a stare in mezzo all'asfalto rovente per dare spiegazioni ad increduli e inferociti automobilisti (tra l'altro, quanto costa alle casse comunale la - straordinaria - presenza h24 della polizia locale?).

Una finta pedonalizzazione che riguarda poche centinaia di metri solo da un lato del Colosseo, visto che alle spalle del monumento la circolazione è immutata (verso il Circo Massimo, per capirci). Tra l'altro, il desiderio di  "proteggere" l'anfiteatro Flavio da traffico, smog, vibrazioni e rumore è smentito nei fatti e dalla realtà: le macchine passano nella strada limitrofa, appena pochi metri più su di via dei Fori Imperiali. Poi si arriva a via Labicana, e sembra di trovarsi sulla tangenziale est o su una strada ad alto scorrimento, con new jersey e barriere architettoniche veramente poco compatibili con l'idea di "valorizzazione del centro storico" sbandierata ai quattro venti...

Fioccano le critiche dei consumatori: il Codacons denuncia che si vogliono coprire i lavori della (inutile) Metro C, annunciata per il 14 settembre la serrata dei commercianti, partita una raccolta di firme certificate per indire un referendum di iniziativa popolare contro l'iniziativa,  manifestazioni e proteste dei comitati di quartiere, l'opposizione, con in testa il capogruppo del PDL Sveva Belviso parla di "fondi distratti dal sindaco da altri capitoli di spesa" e di un costo, per la famigerata pedonalizzazione, di 4mila euro AL METRO... E siamo in piena estate, ad agosto, con la città che si è svuotata, gli uffici e le scuole chiuse. A settembre? Cosa potrà succedere? E quando pioverà?

Roma non è un Museo, ma è vissuta da oltre 3 milioni di residenti e goduta da (almeno) un altro milione di pendolari, per non parlare dei turisti; con questo criterio, data l'infinita mole di monumenti, la Città Eterna non dovrebbe avere automobili circolanti. Due anni fa, poi, c'era stata già la "rivoluzione" in chiave moderna della "mobilità di quartiere": le vie più piccole del centro sono diventate tutte a senso unico per creare qualche parcheggio in più e dare un po' di "respiro" ai residenti. Ora, incredibile dietrofront: per riuscire a far quadrare il cerchio della nuova circolazione, anche vie MOLTO piccole sono costrette ad essere a doppio senso. 

Il sindaco Marino dice che così si restituisce Roma ai romani e ai turisti; in realtà, quando il primo cittadino assicura che sotto al Colosseo adesso non passeranno più le 1.200 vetture l'ora (tutto questo ambaradam per 20mila macchine al giorno!??!?!?!), "dimentica" che quelle stesse vetture si riverseranno nelle strade adiacenti, dovranno percorrere molti più chilometri per arrivare a destinazione (nessuno lascerà a casa la macchina dopo questa "pedonalizzazione: non ci sono mezzi pubblici e - se ci sono - passano ad intervalli incredibili) e quindi inquineranno di più, sia come smog che come rumore! Certo, la coincidenza con l'affidamento della ristrutturazione  del Colosseo all'imprenditore Della Valle (e si vocifera che ci costruirà esercizi commerciali, pensa un po'!) fa pensare male.... (è un peccato, ma come disse Andreotti, poi si indovina!)

In più, si tolgono (ancora, molti!!!) parcheggi ad una città che da un ventennio lamenta e chiede più posti auto. L'area non ha parcheggi, e così si intensificheranno doppia fila, soste e fermate abusive, e ad esser maligni, il comune di Roma ne approfitterà per elevare multe per rimpinguare le casse comunali... Residenti e cittadini sono mobilitati anche contro l'arroganza di Marino, che non ha voluto consultare il I Municipio e - appunto - i residenti della zona; anche il questionario (https://response.questbackche si può (potrebbe) compilare sul sito sembra più uno specchietto per allodole che "democrazia partecipata": viene spiegato che non ha valore statistico nè di indirizzo per l'amministrazione e spesso non funziona.

Ma quello che - forse - i romani contestano di più a Marino è il fatto di non aver iniziato il suo mandato da sindaco con qualcosa di VERAMENTE importante e nelle sue corde, essendo lui medico: la sanità e le liste d'attesa negli ospedali e nelle strutture pubbliche.