domenica 3 novembre 2013

57 pasticceri per 57 piante dimenticate


Originale - e nobile - impegno preso dall'Accademia Maestri Pasticceri Italiani: utilizzare i frutti di 57 piante dimenticate - come corbezzolo, nespolo comune, nocciolo, uvaspina, mirtillo, pera butirri, cotogno, ciliegio amarena, mela ruggine, giaggiolo, carrubo - per scongiurarne l'estinzione realizzando  altrettanti dolci. I pasticceri presenteranno le loro creazioni in occasione dell'incontro  a Brescia (3/5 novembre) che suggellerà i vent'anni di attività di questo gruppo, ideato e costituito da Iginio Massari, primo Relais Dessert italiano.

Ogni accademico dovrà scegliere il frutto dimenticato della sua regione per presentare la sua crostata di frutta, il 5 novembre, alle 17, a Palazzo Fenaroli di Brescia, in occasione dell'incontro pubblico. Ma si impegnerà anche a chiedere al proprio Comune di piantare nelle aree di verde l'arbusto prescelto. Perché il compito degli accademici, oltre a quello di perseguire la qualità tout-court nell'ambito dolciario è anche quello di impegnarsi a 360 gradi nel mondo della gastronomia, facendo parte di quell'Italia virtuosa che ha fatto della qualità degli ingredienti impiegati il proprio cavallo di battaglia e che conta nel suo gruppo campioni del mondo e artigiani di qualità come appunto Massari, Paolo Sacchetti, Gino Fabbri, Sal De Riso e tanti altri. Molti di loro esportano in tutto il mondo e sono il fiore all'occhiello della gastronomia italiana,c che vanta sempre più appassionati: sempre più diffusi i corsi - ad esempio - di cake design, oppure la consuetudine di regalare, con orgoglio, torte e bignè realizzate con le proprie mani, sotto il segno del risparmio, ma anche della creatività e della qualità