domenica 13 settembre 2015

Sbirritudine


"Erano tutti fermi: i mafiosi, lo stato, ogni cosa immobile. l’unico a correre ero io. Per questo dovevo essere fermato".


Lunedì 21 settembre alle 19.30 (al Kino, in via Perugia 34, a Roma) Giancarlo De Cataldo presenta il romanzo di esordio di Giorgio Glaviano, "Sbirritudine", romanzo basato sulla storia vera di un poliziotto siciliano di provincia: vent'anni di vita, opere e omissioni di uno "sbirro malato di sbirritudine", uno di quelli che non scende a compromessi e che - in nome della giustizia, rischia tutto, la carriera, l'amore, la pelle. Un viaggio nel cuore di "cosa nostra", della Sicilia e della trattativa Stato-mafia, vent'anni trascorsi in quella grigia terra di confine dove non ci sono amici, né alleati o leggi, ma solo connivenza, corruzione e prevaricazione (i fatti sono realmente accaduti, luoghi e personaggi sono frutto di fantasia). 

Con una scrittura tesa e affilata che non lascia respiro al lettore fino alla fine del romanzo, Glaviano dipinge l'esperienza tragica ed eroica di chi, lasciato solo, non si rassegna a piegare la testa al crimine organizzato. Conosce le loro regole, ma non è uno di loro. Sopporta notti insonni e lunghi appostamenti, inseguendo segreti antichi come l’Italia. La gente lo guarda da lontano, con sospetto. Perché un poliziotto siciliano, in Sicilia, è quasi un controsenso: è un traditore, un terrorista, un matto che si ostina a credere nella giustizia quando nessuno ci crede più. È un uomo destinato a restare solo. Forse per questo ha qualcosa che gli altri poliziotti non hanno: un vero e proprio sesto senso per la mafia. Gli uomini d’onore la chiamano “sbirritudine”, e lui ce l’ha all’ennesima potenza: a capo di una squadra investigativa speciale, da anni cerca di scardinare il clan di Fifi Bellingeri, che sta insanguinando le strade di Prezia. 

Inchiesta dopo inchiesta, il protagonista si avvicina al suo obiettivo, ma ogni volta la cattura sfuma all’improvviso. Interessi personali, collusione, falsi incidenti, truffe: gli ostacoli sono sempre nuovi e arrivano spesso dall’alto, perché nel sistema sono tutti d’accordo, come ai tempi del Gattopardo. Ma per lui lottare contro Cosa Nostra non è una scelta, è la vita. Per arrivare fino in fondo dovrà sfidare la legge, i superiori, i mafiosi stessi, disobbedendo agli ordini e vivendo nell’attesa, nascosto e braccato come un predatore. O come un latitante. Perché in una terra di nessuno, in cui Stato e mafia si confondono, assomigliare ai propri nemici è molto più facile di quanto non si pensi.

IL LIBRO

Nel corso di una notte che non ne vuole sapere di finire, uno sbirro stanco e demotivato deve decidere cosa rispondere a una telefonata che lo raggiungerà l'indomani mattina. Non riuscendo a dormire, esce di casa e inizia a percorrere in macchina i teatri delle battaglie che ha combattuto. E ricordando i colleghi, gli appostamenti, gli uomini d'onore farà il giro dell'intera Sicilia e di se stesso: come la lancetta di un orologio che cerchi di battere il tempo giusto, consapevole che di giusto ormai non è rimasto più niente.

L'AUTORE
Giorgio Glaviano, siciliano, lavora a Roma come sceneggiatore per Rai, Mediaset e Sky (tra i suoi lavori, "Il sorteggio" con Beppe Fiorello e "Il signore della truffa" con Gigi Proietti). È autore di due saggi sulla serialità americana. Sbirritudine è il suo primo romanzo.